La microbioflottazione è una nuova tecnologia, brevettata, che rappresenta l'evoluzione impiantistica del sistema di bioflottazione per l'ossidazione biologica delle sostanze biodegradabili presenti nelle acque inquinate.
La microbioflottazione consente una migliore ossigenazione del refluo da trattare: grazie alla strutturazione impiantistica ed alle particolari condizioni di lavoro, il refluo si espande e si polverizza, miscelandosi intimamente, in regime turbolento, con l'aria aspirata per effetto dell'espansione stessa.
In questo modo l'ossigeno dell'aria, a contatto delle particelle di refluo in "polvere" ed in stato di forte agitazione cinetica, si discioglie nelle particelle stesse in maniera più intensa permettendo di ossidare completamente le sostanze inorganiche riducenti eventualmente presenti (solfiti, solfuri, ecc., con abbattimenti della tossicità per la biomassa, misurata in equitox, fino al 99%), ed innescando un processo di bio-ossidazione dell’azoto e delle sostanze organiche, incluse, almeno in parte, quelle refrattarie ai trattamenti biologici tradizionali. Il carico inquinante iniziale del refluo subisce così un sensibile abbassamento dell’azoto ammoniacale e organico, del BOD5 e del COD, con formazione in parte di anidride carbonica e di acqua, ed in parte di sostanze solide flottabili, sedimentabili o filtrabili.
L'elevato rendimento dell’attività biologica è dato principalmente dalle peculiari modalità di ossigenazione (condizioni ambientali "estreme" che selezionano particolari ceppi batterici), ottenute abbinando i processi di bioflottazione e microbioflottazione con l'alta capacità di trasferimento dell'ossigeno, assicurata dall'impiego dei sistemi in questione.
Le peculiarità della microbioflottazione la rendono in particolar modo idonea al trattamento di reflui industriali provenienti da lavorazioni speciali, notoriamente refrattari ad un trattamento biologico convenzionale, come ad esempio quelli di cockeria o provenienti dal lavaggio di panni industriali oppure da oleifici (acque di vegetazione).
Inoltre, può essere inserita nel ciclo di recupero di residui industriali (plastica, oli esausti, vernici, etc.) ed è efficace nel pretrattamento di percolato da discarica riducendone sensibilmente il carico organico e azotato, rendendo così un eventuale trattamento finale fisico, chimico-fisico o biologico tecnicamente ed economicamente sostenibile.